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Cosa succede al Parco Pineta e perchè?
Un piccolo Dossier per tentare di capirlo
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continua......
Castelnuovo
Bozzente Respinta per questioni di procedura, la nuova
delimitazione era stata approvata pochi mesi fa Bocciato dalla
Regione il parco naturale della Pineta di Appiano
Gennaio 2005
ASCA Associazione SovraComunale Ambientalista (raggruppamento di
Associazioni)
Ritengo
utile rinfrescare la memoria, spolverando anche un pò di storia non
recente, sulle vicissitudini cronologiche del Parco Pineta e delle
associazioni ambientaliste dal 1983 ad oggi.
Silvio Colaone
Perchè un parco
15/02/05
Tradate
- Il Parco Pineta cerca volontari per la campagna di
salvataggio anfibi 2005
Angeli custodi per rospi in amore
Pierluigi
Berlusconi:"Restringeremo i confini del parco naturale"
I confini del Parco Pineta si restringono. Questa l’intenzione
della nuova gestione. È Pierluigi Berlusconi, consigliere provinciale di
Forza Italia e membro del consiglio d’amministrazione dell’ente parco, a
darne notizia.
Si tratta, in sostanza, di una rivisitazione dei confini tracciati
a giugno con una variante al piano regolatore del parco e sottoposti
alle osservazioni dei comuni interessati.
Il progetto, promosso dal precedente presidente, Ambrogio
Colombo,prevedeva l’estensione del parco naturale su un’area costituita
da circa il settanta per cento dell’intero perimetro del parco
agro-forestale. Per venire incontro alle richieste dei proprietari
terrieri, questo perimetro potrà essere modificato. L’area destinata a
parco potrà essere successivamente estesa, ma in modo graduale, con
progressivi interventi d’integrazione e mantenendo il rispetto delle
zone agricole. I timori più volte espressi dalle
associazioni ambientaliste, favorevoli a un parco naturale che
ricalchi gli esatti confini dell’attuale parco agro-forestale, sembrano
perciò prossimi a concretizzarsi.
«Si deve tener conto che intorno al parco agiscono molti soggetti -
dice il consigliere Berlusconi - e che la politica del consiglio
d’amministrazione deve essere improntata sull’apertura alle diverse
problematiche ed al dialogo con i soggetti stessi. In questo senso si
sta muovendo il presidente, Mario Clerici. Un uomo che si è fatto le
ossa nel precedente Cda e che ha ben chiaro come tramutare in realtà il
progetto del parco. La sua apertura nei confronti dei proprietari
fondiari è positiva. Con loro ci sono già stati diversi incontri,così
come con le associazioni ambientaliste.
È ovvio che bisogna, allo stesso tempo, essere realistici. Credo
sarà molto difficile portare a termine un progetto senza sollevare
alcuna critica. Lo scopo rimane quello di creare meno scontenti
possibili.Per andare incontro ai proprietari terrieri ci sarà un piccolo
ridimensionamento dei confini del parco - continua Berlusconi - non si
può pensare di creare qualcosa imponendola dall’alto senza confrontarsi
direttamente con i principali interessati. Optando invece per un disegno
di parco che allarga progressivamente i suoi confini, potremo avere
maggiore collaborazione perché nessun soggetto verrà eccessivamente
penalizzato».
Berlusconi propone anche la realizzazione di infrastrutture per
avvicinare la gente al parco naturale: «Non è escluso che, in
ottemperanza ai regolamenti, si possano creare anche delle piste
ciclabili interne. Il parco, per non essere una semplice carta
topografica, deve essere vissuto dalla gente».
13 gennaio 2005 -
Tratto dal sito
http://www.forza-italia.co.it/collegi/?fuseaction=view&pid=50
18/12/04
Parco Pineta, i proprietari dei terreni bocciano la nascita dell'oasi
naturale
16/12/04
Castelnuovo Approvati i confini
del parco naturale, ridotti rispetto alla gestione precedente Si
restringe l'area protetta nel Parco pineta
16/12/04
Tradate
- L’Assemblea consortile ha approvato la creazione della nuova
perimetrazione. Nelle prossime settimane sarà steso il "piano
regolatore" dell’area protetta
Un oasi naturale all’interno del Parco
Pineta
11/12/04
Gli ambientalisti: «La dirigenza parla con i proprietari dei fondi, con
noi invece solo un contatto informale» Parco Pineta, «pericolo
speculatori» Alberto Pagani (Coldiretti) e Raul Romigioli (Asca) dopo la
riduzione dei confini
10/12/04
Parco Pineta Il piano proposto dalla precedente gestione prevedeva
vincoli sul settanta per cento dell'attuale area protetta «Restringeremo
i confini del parco naturale» Pierluigi Berlusconi, Forza Italia,
conferma l'intenzione di andare incontro alle richieste dei proprietari
01/12/04
Locate, la minoranza accusa: «Un
disegno politico per il Parco»
25/11/04
«Che il Parco Pineta non diventi un soggetto di
spartizione politica»
23/11/04 Nuova vasca
antincendio per il Parco Pineta
13/11/04
Protesta un pensionato: un mazzo di chiodini gli è costato ventidue euro
Multato perché tiene i funghi nella busta di plastica
07/11/04
No alle doppiette, sì al parco naturale
I proprietari dei fondi si dividono, nasce
una nuova associazione.
29/10/04 Pagani caustico sul
Parco Pineta: "Nemmeno Grazie"
28/10/04
Rinnovato il consiglio del
Parco Pineta
Il leghista Clerici è il nuovo presidente del Parco Pineta
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Mario Clerici è
il nuovo presidente del Parco Pineta, l’ente che governa
l’area verde del Tradatese i cui confini arrivano fino alle zone
comasche di Appiano Gentile e Mozzate. La nomina è
avvenuta l’altra sera durante una seduta del consiglio che
compone l’ente e durante il quale sono state presentate le
dimissioni del presidente uscente Ambrogio Colombo,
eletto cinque anni fa.
Rifatto in toto
anche il consiglio direttivo. Vice presidente è stato nominato
Alberto Monti Castelnuovo Bozzente, mentre sono stati
nominati consiglieri: Fabrizio Piacentini di Tradate,
Pierluigi Berlusconi di Veniano e Gianmario Rusconi
di Appiano Gentile.
Il neo
presidente Clerici è gia consigliere comunale a Tradate per la
Lega Nord e consigliere provinciale a Varese sempre per il
gruppo del Carroccio.
Ora, con il
nuovo direttivo, il Parco Pineta dovrà affrontare il
problema della creazione di un’area dedicata a Parco Naturale
che ha generato numerose osservazione da parte dei cittadini
proprietari delle aree interessate. Le loro osservazioni saranno
discusse nella prossima riunione del consiglio direttivo.
Varesenews
Giovedi 28 Ottobre 2004 |
Parco Pineta
Iniziativa dei proprietari fondiari contro l'ampliamento della zona
protetta.
I proprietari fondiari non vogliono il parco naturale. Per le strade dei
paesi entro cui ricadono i confini del parco Pineta, l'associazione dei
proprietari fondiari, ha fatto affiggere manifesti in cui si fa
esplicita richiesta a tutti i proprietari e coltivatori, d'intervenire
presso i sindaci affinché annullino le delibere favorevoli alla nascita
del parco naturale. "La legge prevede che i parchi vengano creati su
aree prevalentemente demaniali – dice il presidente dell'associazione
proprietari, Gian Giuseppe Cornaggia Medici – qui invece si tratta di
un'area al novantotto per cento di proprietà privata. Uno spazio che dai
tempi di Maria Teresa d'Austria ha avuto nell'intervento umano
l'elemento fondamentale per il suo mantenimento. Secondo me c'è un
equivoco di fondo e riguarda la caccia. Se lo scopo è quello di bandire
la caccia da quest'area s'intervenga sulla legislazione vigente in
materia venatoria, ma non si trasformi tutta questa zona in parco
naturale dove, al divieto, s'andrebbero ad aggiungere una serie di
vincoli estremamente restrittivi che danneggerebbero le attività
agricole ed annullerebbero i diritti dei proprietari". Diametralmente
opposta l'opinione delle associazioni ambientaliste. "La nostra
posizione non cambia affatto – dice Silvio Colaone, referente della Lac
(lega anti caccia) alla consulta delle associazioni per il parco – al
contrario proseguiamo con la richiesta affinché l'ente parco estenda i
confini tracciati per il parco naturale inglobando anche quelle che fino
ad oggi sono state definite “zone grigie” ossia le aree limitrofe ai
centri urbani. Esse infatti possiedono tutte le caratteristiche floro –
faunistiche necessarie per essere qualificate ad entrare a far parte del
parco naturale. I proprietari fondiari, che non hanno mai collaborato
con le nostre associazioni al fine di creare un dialogo costruttivo e
unitario per il bene ambientale dell'area, nei loro manifesti hanno
dimenticato di specificare alcune cose. Non è affatto vero che per il
mantenimento dell'area parco è essenziale l'intervento umano, infatti
queste zone hanno ormai assunto caratteristiche tali per cui sono in
grado di automantenersi, grazie ad un raggiunto equilibrio vegetale e
faunistico, fattore basilare per la nascita di un parco naturale.
Sottolineano che verranno instaurati vincoli talmente restrittivi da
ledere il loro diritto di proprietà, ma non dicono che l'unico vero
vincolo che andrà ad aggiungersi oltre agli attuali, sarà il divieto di
caccia. Infine, la nascita del parco naturale, è stata sollecitata
direttamente dalla regione Lombardia e fu essa a proporre un tracciato
dei confini già nel duemila ". (La Provincia di Lecco)
Volantino dell'
"Associazione proprietari di boschi" del 18/10/04
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CONFAGRICOLTURA
UNIONE PROVINCIALE AGRICOLTORI DI VARESE
Agrinews del 8 ottobre 2004
Il Presidente
dell’Unione agricoltori Pasquale Gervasini con una nota inviata al
Presidente del consorzio del Parco Pineta di Appiano Gentile-Tradate, ha
espresso parere contrario alla proposta di variante al PTC per la
definizione del Parco naturale all’interno del Parco pineta, appoggiando
l’intervento dell’Associazione tra proprietari di boschi e fondi di
Tradate che ha recentemente presentato ricorso al TAR. L’Unione
agricoltori di Varese concorda con i ricorrenti, in quanto non si
ravvisano nel parco di Tradate, le caratteristiche e i presupposti
normativi per la creazione di un parco naturale , che di fatto per la
sua tipologia orografica , pedologica, botanica e faunistica non può che
essere un parco agroforestale.
L'intervento Giuseppe Colla ha voluto dire la sua su un
problema che ha già cinque anni: «Serve maggior rispetto delle leggi»
«Parco Pineta, si dia ascolto alla base» Così il presidente comasco di
Federcaccia appoggia le tesi dei cacciatori una questione spinosa Il
presidente provinciale comasco di Federcaccia Giuseppe Colla interviene
ufficialmente sul problema Parco Pineta appoggiando le tesi esposte dai
cacciatori provinciali
Sulla vicenda dell'ipotetico
ampliamento del Parco Pineta, che sottrarrebbe in tal modo spazi vitali
all'esercizio venatorio, il presidente provinciale comasco della
Federazione Italiana della Caccia, Giuseppe Colla, esprime con questo
suo intervento il suo pensiero e quello dei cacciatori più direttamente
interessati alla questione Giuseppe Colla Sulla vicenda del Parco
Pineta, che tanto ha occupato la stampa locale, vorrei esporre alcuni
punti su cui riflettere: devo dare atto all'assessore Rinaldin di
portare avanti le richieste del mondo venatorio, ma anche agricolo,
della Bassa comasca, richieste non solo avanzate durante la scorsa
assemblea provinciale di Federcaccia ma, in tutte le altre assemblee dei
cacciatori negli ultimi anni. I cacciatori sicuramente desiderano avere
più terreno a disposizione per poter esercitare la loro passione, ma non
solo per egoismo venatorio, bensì supportati dalla legge quadro
nazionale n. 157 e da quella regionale n. 26 che prevedono in pianura un
massimo del 30% del territorio agro-silvo-pastorale vietato alla caccia.
La situazione della pianura comasca è purtroppo ben diversa, poiché il
Parco Pineta, il Parco Lambro ed il Parco Spina Verde si "mangiano"
oltre il 40% del territorio, per cui le leggi non sono rispettate, ed i
cacciatori pensano di essere nel giusto con le loro richieste. La legge
regionale sulle aree protette dice che "devono essere considerati
riserve o parchi naturali dove esiste conclamata "naturalità" e nessuna,
in buona fede, può pensare che il Parco Pineta si possa considerare area
ad alta naturalità. Quindi la legge non è rispettata e le categorie
interessate non sono per nulla soddisfatte. Nel corso dell'assemblea dei
sindaci interessati, più gli assessori delle Province di Como e Varese,
tenutasi nella sede del Parco Pineta quattro anni fa (da tanto esiste il
problema!), eccetto uno solo, tutti hanno chiesto modifiche in riduzione
dei confini con stralci di territorio e modifiche al piano territoriale
di coordinamento, non ritenendo giusto che tutto il parco fosse
considerato naturale. Non penso che i sindaci portassero avanti
richieste dei cacciatori, ma principalmente, degli agricoltori e dei
residenti proprietari di fondi. Comunque nemmeno quei sindaci furono
ascoltati: dicono sia forte la lobby dei cacciatori, ma evidentemente è
molto più forte la lobby degli ambientalisti. L'assemblea consortile di
pochi giorni fa ha dato lo stesso esito, speriamo che questa volta i
sindaci siano ascoltati. In conclusione vorrei dire che più di un
problema di caccia si, caccia no, è un problema di rispetto delle leggi
vigenti e della volontà dei fruitori residenti, proprietari di fondi,
agricoltori, sindaci, assessori e anche dei cacciatori. I provvedimenti
non devono essere calati dall'alto sotto la spinta degli ambientalisti
e/o col miraggio di finanziamenti, ma condivisi dalla base. Solo così si
potranno ottenere validi risultati.
(La Provincia di Como)
-17/06/04
Vogliono autorizzare la caccia nel
parco Pineta di Appiano!
27-05-2004
Provincia di Como, Su sollecitazione
degli ambientalisti locali, Rifondazione interroga la
Giunta Provinciale in merito alla ventilata modifica dei
confini del parco, per consentire la caccia
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Oggetto: Parco Pineta
Il sottoscritto Consigliere Provinciale
Premesso che
- il 3 giugno l'Assemblea del parco Pineta deve
esprimersi in merito al mantenimento o alla modifica dei
confini di "parco naturale"
- Risulta che l'Assessore alla caccia si sia
pubblicamente espresso per una riduzione dei confini ai
fini di poter introdurre l'attività venatoria nel parco
- Sono noti altresì studi dell'Università dell'Insubria
che evidenziano l'incompatibilità tra attività di caccia
e attuale realtà faunistica del parco
INTERROGA LA GIUNTA
Per sapere:
- Se l'orientamento dell'Assessore alla caccia è
condiviso dall'Assessore al territorio, che ha la delega
per i parchi, e dal Presidente, che coordina la Giunta e
dirime le eventuali controversie
- Quali indicazioni si intendono impartire al
rappresentante provinciale nell'assemblea del Parco, in
vista della riunione del 3 giugno
Massimo Patrignani
Ufficio stampa Rifondazione Comunista Provincia di Como
01/10/2003 Condono e Parchi
(Comunicato Stampa WWF Lombardia)
Condono edilizio
PARCHI LOMBARDI IN BALIA DELL'ABUSIVISMO
Il
condono “semi-leggero” deciso dal governo risparmierebbe i
parchi, ma non quelli lombardi
L'86%
dei parchi regionali della Lombardia non ha il riconoscimento
dello Stato, quindi non è incluso automaticamente nelle aree
protette esenti da condono. Questa la preoccupante situazione
normativa dei parchi lombardi che, grazie alla legge voluta
dall'Assessore Nicoli Cristiani nel 2000 (l.r. 11/2000), non
hanno requisiti di protezione tali da poter essere definite
“aree protette” a norma di legge nazionale. Solo porzioni minime
dei parchi regionali lombardi rientrano nell'elenco ministeriale
delle aree protette esenti dal condono, porzioni che
corrispondono alle zone di maggiore tutela nel cuore di alcuni
singoli parchi, in totale non più del 14% di quello che la
Regione Lombardia definisce “territorio protetto”. In pratica la
Regione non fa che gonfiare a dismisura i dati relativi alle
proprie quote di territorio protetto, anche se di fatto la
protezione è solo sulla carta e i territori naturali di pregio
sono lasciati in balia di piani regolatori che sono spesso a dir
poco disinvolti, dell'abusivismo, del coas urbanistico e ora
anche del condono.
“Il
sistema di protezione dei nostri parchi ha maglie troppo larghe
che – affermano le associazioni ambientaliste - rischiano di far
passare gli scempi di troppi furbi. Chiediamo che la Regione si
attivi al più presto contro il condono e in particolare per la
salvaguardia delle aree naturali di pregio e di quelle a rischio
idrogeologico”.
Tab.1 - Porzione dei parchi
regionali della Lombardia riconosciuta dal Ministero
dell'Ambiente
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Superficie
totale secondo la Regione Lombardia (ettari) |
Riconosciuti dal
Ministero (ettari) |
| Parco Ticino
|
90.640 |
20.552 |
| Parco Monte Barro |
665 |
410 |
| Parco Mincio
|
13.708 |
1.1951 |
| Parco Adamello |
50.996 |
21.459 |
| Parco Montevecchia |
2.363 |
2.363 |
| Parco Valle Lambro
|
6.452 |
4.081 |
| Altri Parchi (*) |
284.867* |
- |
| Totale Parchi
regionali Lombardia |
449.691 |
60.816 |
(*) Parchi di cui il
Ministero non riconosce nemmeno un ettaro: Parco Agricolo Sud
Milano, Parco Groane, Parco dei Colli di Bergamo, Parco Adda
Nord, Parco Adda Sud, Parco Alto Garda Bresciano,
Parco Pineta di Tradate
e Appiano, Parco Campo dei Fiori, Parco Oglio Nord, Parco
Oglio Sud, Parco Orobie Bergamasche, Parco Orobie Valtellinesi,
Parco del Serio, Parco Nord Milano, Parco Spina Verde.
Legambiente Ufficio Stampa 02 45475777 – 349 8785861
WWF
Ufficio stampa 02 83133233 – 329 8315718 |
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Legge
regionale 76/83 di istituzione del parco naturale della pineta
di Appiano Gentile e Tradate.
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