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Pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici |
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Inserito il 04 aprile 2008 alle 13:47:00 da Redazione. IT - Apebinago
Tradate - La Seprio Servizi ha quasi terminato uno studio che in una seconda fase coinvolgerà anche le case dei cittadini. Sperimentazione su una scuola entro fine anno
Pannelli solari fotovoltaici su tutti i tetti degli edifici di proprietà del Comune. Scuole, Municipio, biblioteca. Il progetto è allo studio della Seprio Servizi, la società municipalizzata del Comune, che partirà con una “tranche” sperimentale già a fine del 2008 con il rifacimento del tetto di una delle scuole della città. Ma non solo. In una seconda fase del progetto, potrebbero essere coinvolti anche i cittadini: la Seprio assumerebbe infatti un ruolo di coordinamento con i finanziamenti dello Stato e della Comunità europea per la ricerca di fonti alternative di energia. E così anche i tetti dei cittadini privati potrebbero diventare dei produttori di energia. Il progetto è già inserito nel bilancio di previsione della Seprio, con investimenti programmati anche nel triennio. Per ora, per il 2008, sono previsti circa 100 mila euro, proprio per la sperimentazione. Lo studio redatto dai tecnici della Seprio Servizi è quasi terminato e nelle prossime settimane sarà sottoposto al Comune per l’autorizzazione a procedere. Infatti, la Seprio è pur sempre un’azienda con socio unico la città di Tradate. «Era inevitabile arrivare a studiare e attuare un progetto del genere – spiega Gianfranco Crosta, presidente del consiglio di amministrazione della società municipalizzata -. Stiamo studiando come sia meglio procedere sul mercato per arrivare a non essere più dipendenti dal altri per la produzione di energia elettrica. Non tutti gli edifici poi sono adatti all’installazione dei pannelli fotovoltaici, per ora partiremo con gli edifici di proprietà del Comune. Ma l’obiettivo è proprio quello di essere autonomi, non rivendere l’energia». «L’idea è nata semplicemente dall’attualità – conclude Crosta -. Il problema energia è sotto gli occhi di tutti. I pannelli fotovolatici sono una scommessa, siamo già in ritardo e come nel ramo rifiuti, non si può aspettare di arrivare ai livelli di Napoli. Dobbiamo muoverci prima».
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